Vuoto
Villa San Giovanni in Tuscia
Tra il verde dei prati e il profumo della natura...
Resti romani nel centro storico
I resti monumentali visibili in Via delle Fortezze rappresentano solo la piccola parte del patrimonio archeologico di epoca imperiale romana, sul quale si è impostato il centro storico del paese di Villa S. Giovanni in Tuscia, in modo paragonabile alle proporzioni con cui emerge la cuspide di un iceberg rispetto alla sua totalità. I resti antichi sono poco al di sotto del piano di campagna (circa un metro), spesso inglobati nelle cantine o nel pianterreno delle abitazioni e, al di sotto del piano di calpestio delle costruzioni antiche, è anche presente una fitta rete di cunicoli, che costituivano l’impianto idrico del complesso abitativo romano. Le strutture pavimentali visibili presentano due vani comunicanti con mosaici a tessere bianche e nere di cui quello più ampio, purtroppo lacunoso al centro, raffigura un motivo floreale con uccelli, incorniciato da una fascia esterna con motivi geometrici e da una fascia più interna con un tema decorativo a serpentina. Il secondo ambiente, non completamente messo in luce, esibisce un pavimento musivo che ha un riquadro con parte di un mostro marino, incorniciato da complesse cornici geometriche con rombi e “nodi di Salomone” alternati. E’ verosimile che l’intero ambiente fosse campito analogamente da vari riquadri con soggetti marini alternati a cornici geometriche. L’insieme dei resti sopradescritti è unitario ed è verosimilmente pertinente agli ambienti termali di una villa, tenuto conto sia del soggetto marino di uno dei due ambienti, sia delle strutture con sottofondo a suspensurae per il riscaldamento, viste in una cantina adiacente ai resti antichi. Nello scavo di questi ambienti furono rinvenute due lucerne che sono state utili, oltre alla tecnica musiva, per la datazione del complesso all’inizio del III sec. d. C.. Si tratta di una lucerna del tipo firmalampen con la firma “VIBIA” e di una lucerna di produzione africana che attarda la vita della villa almeno al IV sec. d. C.. Nel 1960 nella piazza del Comune, nel corso di lavori per l’acquedotto furono rinvenute strutture murarie in calcestruzzo ortogonali fra loro, costituenti l’angolo di un vano con un pavimento in intonaco a tenuta idraulica, dove si reperì anche un notevole frammento di un gruppo statuario di Eros e Psiche, copia romana del IV sec. d. C. di un originale ellenistico del III – II sec. a. C.. Questo importante reperto è conservato e valorizzato nella sala del Consiglio all’interno dell’edificio comunale. Degni di menzione sono inoltre i resti della “Torraccia”, che, contrariamente a quanto la denominazione locale farebbe pensare, non sono riferibili ad una torre medioevale, ma, in verità si tratta di un muro di età romana in calcestruzzo, con paramento in opera incerta di pietra calcarea probabilmente interpretabile come resto di una cinta muraria. La particolarità di questo rudere è data dalla singolarità della sua conservazione per la notevole altezza di m 4,50.
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